Insieme per dare valore alla vita fino all'ultimo istante


Ogni giorno, 24 ore su 24, ci prendiamo cura gratuitamente dei malati inguaribili e delle loro famiglie.
DONA IL TUO 5X1000 A VIDAS e proteggi il valore della vita in ogni momento, fino all’ultimo istante.

CODICE FISCALE 970 193 501 52

Clicca su una delle tre aree di intervento e facci sapere quale progetto vorresti che Vidas sostenesse con il tuo 5X1000.
La tua opinione è molto importante per noi.

Assistenza
domiciliare

Casa Sollievo
Bimbi

Casa
Vidas

Assistenza domiciliare: le nostre èquipe multidisciplinari garantiscono cure competenti e affettuose a malati inguaribili di tutte le età, sostenendo le famiglie nel calore delle loro case.

Casa Vidas: l’hospice in cui garantiamo assistenza gratuita, in degenza e day hospice, a quei pazienti per i quali la casa non è il luogo di cura adatto o i cui familiari necessitino di un periodo di sollievo dalla stressante assistenza al malato.

Casa Sollievo Bimbi: la nuova struttura, primo hospice pediatrico della Lombardia e tra i pochi in Italia, accoglie i bambini e ragazzi gravemente malati per lenire la loro sofferenza fisica e psicologica, dando supporto anche alle loro famiglie.

Ora inviaci la tua scelta!

Riceverai un promemoria via mail e via sms con il CODICE FISCALE di VIDAS per la tua dichiarazione dei redditi e informazioni sul progetto che vorresti sostenere.

Il mio 5x1000 per
l'assistenza domiciliare


Il mio 5x1000 per Casa Vidas


Il mio 5x1000 per Casa sollievo bimbi


Come donare il tuo 5X1000 a VIDAS

Destinare il tuo 5X1000 a Vidas è semplice come tendere una mano. Puoi farlo attraverso i diversi moduli di Dichiarazione dei redditi (Certificazione Unica, 730, Unico).

Donare il 5X1000 non ti costa nulla e non è alternativo all’8X1000 o al 2X1000.

  • 1Compila il modulo 730, il CU, oppure il modello unico.
  • 2Firma nel riquadro indicato come “Sostegno del volontariato…”
  • 3Inserisci sotto la tua firma il Codice Fiscale di Vidas: 970 193 501 52
Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, c. 1, lett a), del d.lgs. n. 460 del 1997
Mario Rossi
Codice fiscale del beneficiario:

970 193 501 52

COSA FAREMO CON IL TUO 5X1000

Attraverso la dichiarazione dei redditi, puoi dare a Vidas un aiuto concreto. Oggi siamo riusciti a garantire oltre 10.700 giornate di assistenza gratuita a domicilio e oltre 1.900 giornate di assistenza in hospice Casa Vidas grazie al 5X1000.
Ma con il tuo aiuto potremo aumentare i servizi per i pazienti dell’hospice Casa Vidas e assistere un numero crescente di malati nella propria casa. Sosterrai anche le cure all’interno della nuova Casa Sollievo Bimbi, dedicata a bambini inguaribili e alle loro famiglie.

GIORNATA DI PET
THERAPY

Con 30 € sostieni una giornata di Pet Therapy per i pazienti in degenza all'hospice Casa Vidas.

Il tuo reddito = € 25.000

il tuo 5X1000 = € 30

AUSILI PER
LA CURA

Con 40 € consegniamo ausili per la cura direttamente a casa della persona malata.

Il tuo reddito = € 30.000

il tuo 5X1000 = € 40

ASSISTENZA
DOMICILIARE

Con 75 € sostieni una giornata di assistenza domiciliare per una persona malata.

Il tuo reddito = € 50.000

il tuo 5X1000 = € 75

ASSISTENZA DOMICILIARE
PEDIATRICA

Con 100 € sostieni una giornata di assistenza domiciliare per un bambino inguaribile.

Il tuo reddito = € 65.000

il tuo 5X1000 = € 100

INVIA UN’EMAIL AL TUO COMMERCIALISTA

Compila questo form e manderemo un’email di promemoria al tuo commercialista con il nostro codice fiscale 970 193 501 52, da inserire nella dichiarazione dei redditi.

STORIE DI VIDAS

Vogliamo raccontarti alcune storie di operatori, volontari, medici e pazienti. Ogni giorno Vidas, grazie alla tua firma, riesce a garantire la propria presenza e la propria assistenza gratuita a casa dei malati e in hospice Casa Vidas.

La storia di Mariagrazia

“È una bella giornata tiepida anche se siamo in gennaio. Suono il campanello e mi apre Elena, con il suo solito sorriso. Ci abbracciamo a lungo, gli occhi si inumidiscono ma è solo un attimo, mi accoglie in cucina davanti a una tazza di caffè.

Ha tante cose da raccontarmi, del nuovo lavoro della figlia , così iniziamo a parlare fitto fitto, sono diversi mesi che non ci vediamo. Poi apro la mia borsa e le porgo un pacchettino e le dico: “lo so che ti farà piangere ma è un anno che lo custodisco: I. mi aveva chiesto di farlo per donartelo lo scorso Natale”. Lei lo apre, legge e mi guarda… È un ciondolo di legno dipinto con scritto “baby”, il vezzeggiativo che usava spesso I. per chiamarla. Ride, due lacrime le scendono, mi prende la mano e mi dice: “grazie, mi piace molto”.

Usciamo e camminiamo sottobraccio come due buone amiche finché ci troviamo davanti la foto di I. tutto elegante, proprio un bell’uomo, dall’aspetto molto diverso da quello che ho conosciuto. Lei sorridente accarezza la foto ed esordisce con: “ciao papi, guarda chi è venuto a trovarti!”. Cambia l’acqua alle rose e ci raccogliamo in preghiera.

Nel percorso verso casa ci tornano alla mente tantissimi ricordi, momenti vissuti insieme, dal trasporto in macchina verso Casa Vidas alle gite in compagnia dei tanti amici che ora non ci sono più.

Lei continua fra una lacrima e una risata a raccontare i tanti momenti trascorsi insieme. I. aspettava con piacere il fatidico giovedì mattino [giornata del long day in Casa Vidas, N.d.R.], si alzava presto per poter essere pronto ma la cosa non gli pesava. Poi alle 9 il citofono suonava, io e l’altro volontario lo aiutavamo con la carrozzina a scendere le scale. Lui beatamente ringraziava sempre me, facendo arrabbiare il mio compagno; e poi tutti scoppiavamo a ridere: abbiamo passato insieme più di 2 anni.

Parlandone con Elena mi sono resa conto che mi riaffioravano alla mente in continuazione i ricordi, gli ultimi momenti difficili, mi sono sentita frastornata dalle tante emozioni. La gente ci guardava vedendo due persone che un momento ridevano e un attimo dopo si abbracciavano e si asciugavano gli occhi…

Ci siamo lasciate con queste parole di Elena: “I., in questi ultimi anni di malattia è stato felice di avervi incontrato, ha sempre sentito la vicinanza anche di tutto il personale Vidas e ha sempre ringraziato tutti. Ora devo andare via un mese ma al mio ritorno vi aspetto una sera a cena, in ricordo di I., lui sarebbe stato contento così”.

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La storia di Elisabetta

“Sono Elisabetta, mio marito si chiama Marco, siamo una coppia felice e dinamica che nel 2012 diventa una famiglia a tutti gli effetti, con l’arrivo del nostro bellissimo Nicolò. La nostra è una storia normalissima fino al 7 novembre 2014 quando, per qualche lineetta di febbre che durava da qualche giorno e per strane sensazioni, portiamo Nicolò in pronto soccorso, dove veniamo ricoverati immediatamente. Dopo diversi esami, decidono di portarci al San Gerardo di Monza per un prelievo di midollo, e lì restiamo perché vengono viste delle cellule tumorali. Non si tratta di leucemia, ci viene detto dopo mezz’ora, ma serve capire di che tipo di cellule si tratta. Nicolò inizia a stare davvero male, la febbre è sempre alta e noi attendiamo. Dopo 3 giorni veniamo portati all’Istituto dei Tumori, un luogo che diventerà la nostra seconda casa per più di un anno. Il trolley sempre pronto, una settimana a casa e una ricoverati: inizia un lungo percorso che sappiamo già durerà almeno un anno e mezzo. Inutile raccontare cosa significa avere un bambino con globuli bianchi spesso bassi o che deve star bene per fare i cicli di chemio previsti ogni 4 settimane…Nicolò aveva lottato col sorriso e con tantissima grinta fino a fine settembre 2017, da una camminata strana e da una frase: ”Mamma, mi fa male qui” indicandomi la schiena, in quel medesimo istante nei suoi occhi ho visto cosa sarebbe accaduto. Per la prima volta, io, mamma sempre positiva e convinta che avrei visto mio figlio diventare un uomo, mi sono lasciata sopraffare dalla paura, dal dolore che ho provato sapendo che avremmo dovuto accompagnare Nicolò nel suo ultimo cammino.

Per fortuna a ottobre 2017 abbiamo conosciuto degli angeli, la dottoressa Visconti e le altre figure che hanno collaborato con lei. Non so come avrei fatto ad affrontare quei mesi senza il sostegno di Vidas.
Con 3 anni no stop alle spalle, ormai il pancione e questo dolore immenso da gestire, non so come avrei fatto. Nicolò ormai è un bambino di 5 anni e mezzo che dice “Basta prelievo”, ma che continua a saltare sul divano e a mostrare la sua grinta, nonostante i dolori siano forti e nonostante la malattia lo stia divorando in ogni sua parte.

Non dimenticherò mai tutto quello che avete fatto per noi, voi persone favolose che fate parte di questa squadra. Grazie, grazie, grazie infinite per quello che avete fatto.
Per i vostri sorrisi, i vostri abbracci, le vostre parole, per aver permesso che non andassimo più in ospedale se non per alcune trasfusioni nell’ultimo mese, per esserci stati accanto e averci permesso di vivere gli ultimi momenti tra le mura di casa nostra, fino all’ultimo respiro. È stata una nostra scelta.

Nicolò è spirato come un pesciolino in cerca d’aria il 27 maggio 2018, con il suo papà e la sua mamma accanto a lui. Non ha sofferto, e questo era il nostro unico pensiero. In questi mesi diverse persone ci hanno contattato, offrendoci la loro disponibilità a raccogliere fondi grazie ad eventi in suo onore. Persone che gli hanno voluto bene o che sono rimaste colpite dalla sua storia. Questo possiamo e vogliamo fare: aiutare la ricerca o sostenere un progetto importante come Casa Sollievo Bimbi di Vidas. È giusto che ci sia questa struttura adatta ai piccoli guerrieri che sono in procinto di andare in pace, è giusto che Vidas possa avere il massimo sostegno per far sì che possa continuare a operare magnificamente come sa fare. Grazie Vidas. Grazie a chi sosterrà queste magnifiche persone.”

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La storia di Lucia

“Quando mi dissero che avrebbero dimesso Paolo dall’ospedale fui colta da terrore al pensiero di portarlo a casa. Nella mia testa continuavo a domandarmi come avrei fatto a prendermi cura di mio marito nel nostro appartamento che ritenevo assolutamente inadeguato a ospitare una persona nelle sue condizioni. Come indicatomi dall’ospedale, chiamai Vidas fissando un appuntamento per attivare l’assistenza a domicilio, perché così volevo, così volevano le mie figlie pronte ad accompagnare il papà in casa, nei giorni della sua malattia, anche in quelli più difficili, fino alla sua morte.Quel senso di impotenza e la paura già al primo colloquio in hospice diminuirono ascoltando Fabio, l’assistente sociale, che con delicatezza e precisione mi spiegava come si sarebbe articolato il percorso di cura. Ci sono alcune immagini che non dimenticherò mai, come la pioggia che cadeva a dirotto il giorno in cui Paolo tornò a casa, magro e sofferente, il giovane viso di Matteo, l’infermiere, e lo sguardo dolce di Giulia, il medico, quando la sera stessa suonarono alla porta per la prima visita.
Tutto avvenne come mi era stato descritto nel colloquio di presa in carico: non si limitarono a visitare Paolo, ma ascoltarono a lungo le nostre perplessità e paure, rassicurandoci sulle nostre capacità.
Ricordo una frase: “Nessuno è in grado di fare una cosa prima di imparare a farla. Noi vi staremo accanto perché possiate continuare a curare Paolo in questa casa”.
Vennero richiesti gli ausili indispensabili per l’assistenza che, con grande stupore, furono consegnati già il giorno dopo: lettino articolato elettronico, solleva persone e carrozzina basculante. Mai avremmo pensato a quanto potevano migliorare la qualità della sua vita ora che era allettato. Nelle prime ore del pomeriggio arrivò Marco, il fisioterapista Vidas, a spiegarci come dovevano essere utilizzati il sollevatore e il letto con le sue posizioni, mise a misura la bascula e ci fece ripetere i passaggi finché ne fummo padroni.
Il tutto avvenne con una naturalezza sorprendente.
Ci furono anche momenti divertenti, Paolo rise per la prima volta dopo tanti mesi di sofferenza.

Ora che tutto è finito, in noi rimane la consapevolezza di aver accompagnato Paolo nel migliore dei modi, assistito nei suoi bisogni e con tutti gli ausili indispensabili. Accolto nella richiesta di restare con noi nella sua casa piena di ricordi. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza Vidas.”

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PERCHE’
SCEGLIERE VIDAS

Dal 1982 noi di Vidas ci prendiamo cura di chi soffre, difendendo la dignità dei malati inguaribili.

Con il tuo 5×1000 a Vidas proteggi il valore della vita in ogni momento, fino all’ultimo istante.

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