Insieme per dare valore alla vita fino all’ultimo istante

Ogni giorno, 24 ore su 24, ci prendiamo cura gratuitamente dei malati terminali e delle loro famiglie.

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Come donare il tuo 5X1000 a VIDAS

Destinare il tuo 5X1000 a Vidas è semplice come tendere una mano. Puoi farlo attraverso i diversi moduli di Dichiarazione dei redditi (Certificazione Unica, 730, Unico).

Nel modulo della Dichiarazione dei redditi trovi il riquadro per la “SCELTA PER LA DESTINAZIONE DEL CINQUE PER MILLE DELL’IRPEF”.

Donare il 5X1000 non ti costa nulla e non è alternativo all’8X1000 o al 2X1000.

Firma e inserisci il codice fiscale di Vidas 970 193 501 52 nello spazio dedicato al Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale.

COSA FAREMO CON IL TUO 5X1000

Attraverso la dichiarazione dei redditi, puoi dare a Vidas un aiuto concreto. Oggi siamo riusciti a garantire oltre 21mila giornate di assistenza domiciliare grazie al 5X1000, ma con il tuo aiuto potremo aumentare i servizi per i pazienti dell’hospice Casa Vidas e assistere un numero crescente di malati nella propria casa. Sosterrai anche le cure all’interno della nuova Casa Sollievo Bimbi, dedicata a bambini inguaribili e alle loro famiglie.

Il tuo reddito è
€ 25.000
il tuo 5X1000 è di € 30

Con € 30 sostieni una giornata di Pet Therapy per i pazienti in degenza all’hospice Casa Vidas

Il tuo reddito è
€ 30.000
il tuo 5X1000 è di € 40

Con € 40 consegniamo una sedia rotelle direttamente a casa della persona malata

Il tuo reddito è
€ 50.000
il tuo 5X1000 è di € 75

Con € 75 sostieni una giornata di assistenza domiciliare per una persona malata

Il tuo reddito è
€ 65.000
il tuo 5X1000 è di € 100

Con € 100 sostieni una giornata di assistenza domiciliare per un bambino inguaribile

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Compila questo form e manderemo un’email di promemoria al tuo commercialista con il nostro codice fiscale 970 193 501 52, da inserire nella dichiarazione dei redditi.

STORIE DI VIDAS

Vogliamo raccontarti alcune storie di operatori, volontari, medici e pazienti. Ogni giorno Vidas, grazie alla tua firma, riesce a garantire la propria presenza e la propria assistenza gratuita a casa dei malati e in hospice Casa Vidas.

GIOVANNI, VOLONTARIO VIDAS

Vicini a chi soffre con una presenza tangibile

È sabato sera. Da poco abbiamo terminato di servire la cena agli ospiti e ai loro cari. Mi affaccio alla soglia della camera “Mimosa” dove è ospite un signore anziano, solo, spaventato, disorientato. Mi siedo al suo fianco e cerco di rassicurarlo, di fargli sentire che c’è qualcuno vicino che sarebbe stato con lui fino a quando si fosse calmato…

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Poi decido di cambiare “tipo” di comunicazione e dirgli che la mia vicinanza, se lo desidera, è anche “tangibile”. Così, oltre alle carezze, gli chiedo che sia lui a stringermi la mano, a decidere di tenermi lì. Lo fa con tutte le sue forze, tanto che non mi lascia più. Piano piano inizia a calmarsi: è un’emozione potente, che le parole non possono restituire. Mi accorgo che anche per me in quegli attimi il silenzio esprime la lingua dell’accoglienza. Trascorrono una ventina di minuti e lui si addormenta. Ho gli occhi lucidi, ma al tempo stesso sento una pace intima. Per un istante mi sembra di aver colto “l’essenziale”, così tante volte invocato. Il momento più delicato è quando devo lasciare la stanza, l’istinto sarebbe quello di trascorrere anche tutta la notte con lui. Poi però capisco che devo sostare con le mie emozioni, imparare ad allontanarmi in punta di piedi, portando con me il suo volto e un profondo senso di gratitudine per avermi accolto. Rifletto ancora e mi dico che, anche se difficile, è importante averlo ben chiaro, perché tutte le volte ci sarebbero infiniti motivi per non abbandonare questo luogo così pieno di vita e di senso.

RAFFAELLA, MAMMA DI GIADA

Il bisogno di non essere lasciati soli

Poi è arrivata la diagnosi giusta, sono cominciate cure interminabili e frequenti ricoveri, le avevano dato un anno di vita al massimo. Abbiamo preso la decisione di curarla a casa, con Vidas. Non è stato facile arrendersi, io magari avrei tentato un intervento. Due mie amiche una sera mi hanno detto: “Forse è il momento che non pensi più a te stessa, ma a quello che vuole Giada”…

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è vissuta un altro anno e mezzo, sono sicura che abbia resistito perché era circondata dall’amore. Pazienza la carrozzina, la macchinetta per la ventilazione, le mani che non si muovevano più. Sorrideva. Una settimana prima della fine era triste: “ Mamma, ma io devo morire?”. Prima o poi tutti, Giada, anche il gatto. L’ho fatta ridere. “ Ok, però ricordati che quando muoio voglio andare con lo zio Albi, che ci ritroviamo”. E poi è arrivata la fine. Quella notte continuava a togliersi la mascherina per darmi baci: “Ancora uno, dai, mamma”. Poi cercava di parlare, ma non riusciva. Per la prima volta non sapevo cosa fare. Avevo paura. Ho telefonato alla dottoressa. “Dalle delle gocce, arrivo”. Ho chiamato mia mamma, le mie sorelle. La dottoressa ha detto: “Il cuore c’è, ma non ce la fa più, è questione di poco. La addormentiamo?” Ero in confusione. “ Vieni andiamo un attimo in cucina”, mi fa. Quando torniamo da lei, Giada ha le mani nere. “ Tirale via la mascherina, lasciala libera”. Mia sorella è corsa a casa a prendere la piccola. Giada l’ha vista. Prima di chiudere gli occhi ha fatto per mandare un bacio. Poi il viso si è disteso, ha sorriso, è morta.

SILVIA, OPERATRICE PET THERAPY

Trilly: il pony che porta il sorriso in hospice Casa Vidas

Ogni settimana, quando i “volontari pelosi” entrano nelle stanze di Casa Vidas per farsi coccolare dai pazienti, assistiamo a bellissimi momenti di tenerezza fatti di sguardi affettuosi, carezze, baci. Appena arrivati, i cani si fiondano negli uffici a salutare il personale, che li accoglie con grande entusiasmo felice del loro arrivo…

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Finito il primo giro di saluti iniziano a “lavorare” e salgono al primo piano nel reparto degenza, dove sono accolti in salotto dai pazienti, dai famigliari, dagli operatori e dai volontari. L’obiettivo dell’attività è quello di portare nell’hospice svago e allegria. Nel salone principale Toffy, Moka e Puccio si lasciano accarezzare, spazzolare e vengono nutriti con biscotti tenuti appositamente da parte dai pazienti durante la colazione. E c’è l’ultimo arrivato nella grande famiglia della pet therapy in Casa Vidas: il pony Trilly. Vedere un pony che percorre i corridoi di una struttura sanitaria per accedere alle stanze è una cosa eccezionale, e il frutto di tanto lavoro, professionalità e personale preparato per una gestione corretta. Un incontro magico che ha portato stupore e allegria a tutti! Gli amici a quattro zampe si recano anche nelle stanze di chi non può alzarsi. Molto spesso mi è capitato di vedere gli animali sdraiati sui letti dei pazienti a dare bacini e richiedere carezze. La loro presenza è assai preziosa per i malati: accarezzando gli animali affiorano i ricordi, nascono racconti e il tempo vola.

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